vendredi 15 février 2013

Il biologico in Italia non conosce crisi, tranne che nel Mezzogiorno


Non conosce crisi il consumo dei prodotti biologici stando ad una rilevazione del Panel famiglie Ismea/GFK-Eurisko secondo cui nel 2012 la spesa per i cibi biologici ha avuto un incremento del 7,3%. Il dato è in lieve decremento rispetto al 2011 che aveva registrato un aumento del 9%.
biologico
I dati si riferiscono ai prodotti biologici in vendita presso la grande distribuzione. Fra questi hanno la preferenza dei consumatori soprattutto
biscotti, dolciumi e snack (+22,9% rispetto al 2011) e bevande analcoliche (+16,5%). 
Secondo il sito greenews.info, registrano un +8,9% anche pasta, riso e sostituti del pane, un 7,8% frutta e ortaggi, sia freschi che trasformati, e un 4,5% lattiero-caseari, mentre chiudono in leggera flessione le uova, in calo dell’1,9%. 
Gli acquisti sono orientati verso pochi prodotti: i primi venti coprono il 75% del totale, i primi dieci il 60%.
Le uova, nonostante la battuta d’arresto, restano il prodotto più gettonato, con il 13% circa della spesa complessiva.
Fra gli altri prodotti anche confetture e marmellate, latte e yogurt anche se quest’ultimo in netto calo rispetto all’anno scorso. 
Il 70% del mercato italiano si svolge nelle regioni settentrionali, il 23% al centro e il 7% al sud. Il mezzogiorno in particolare chiude con una flessione del  7,1% sugli acquisti.
Gli italiani preferiscono i discount, come effetto della crisi, che registrano un aumento del 25,5% rispetto al 2011.

Tra esportazioni e consumi interni il giro d’affari complessivo del biologico ammonta in Italia, secondo gli ultimi dati FIBL-IFOAM, a circa 3 miliardi di euro. Un fatturato che pone l’Italia al quarto posto al livello europeo dietro Germania, Francia e Regno Unito e in sesta posizione nella classifica mondiale. 
Da rilevare – conclude l’Ismea – che negli ultimi anni il biologico in Italia ha presentato un andamento del mercato più favorevole rispetto a importanti nazioni, registrando soprattutto performance superiori a quelle di Germania, Regno Unito, Stati.

Source: GaiaNews (http://goo.gl/0fseN)

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