lundi 25 novembre 2013

Etica e consumi, il boom dei gruppi d’acquisto

Sono un centinaio le reti di consumatori nate per rifornirsi di prodotti bio a prezzi vantaggiosi 

Gas Quarto Cagnino e Gas Baggio con Dante Perin (il secondo a destra)
Gas Quarto Cagnino e Gas Baggio con Dante Perin (il secondo a destra)
Indugiamo talvolta, per ignavia o pigrizia, su stili di vita comodi che non rispecchiano i valori di fondo in cui crediamo. Ma lo slancio a migliorarsi appartiene ormai a questa città: lo dimostrano una ricerca di RES - Rete Economia Solidale e un libro edito da Altreconomia, «Dai Gas alla zeta». I gruppi di acquisto solidale (Gas), nati come fenomeno di nicchia ed esplosi a Milano (100 i censiti ma almeno 150 con quelli informali), all’inizio avevano uno scopo primario: rifornirsi di cibo bio a un prezzo vantaggioso, grazie alla forza dei grandi numeri. Oggi non è più così, ci dicono il libro e l’analisi. Il bisogno di risparmio è la molla che spinge solo tre su dieci a partecipare a un Gas; sei cercano prodotti di grande qualità, certificati. Ma la sorpresa è altrove.Per dieci su dieci a contare è la ricerca di prodotti etici che valorizzino il territorio, per nove l’attenzione ai diritti dei lavoratori, per otto la cura dell’ambiente, per sette la volontà di stringere rapporti di vicinato in particolare con gli stranieri.

AUTODISCIPLINA - Alla fine ciò che i gasisti si auto-impongono col gruppo di acquisto solidale è «stimolare stili di vita e consumo sempre più responsabili».Non è questa una risposta originale e in qualche modo politica alla crisi, un nuovo modo di produrre economia partendo dal capitale più prezioso che possiamo sviluppare, quello delle relazioni ? I gasisti ce la mettono tutta. Anche a costo di fare un po’ fatica perché certo selezionare i fornitori di fiducia, instaurare con loro rapporti sempre diretti, controllare che rispettino gli impegni presi, prenotare gli acquisti, seguire gli ordini e spostarsi in città ogni settimana per i ritiri richiede impegno. Senza contare che il prezzo, per l’elevata qualità evocata, non sempre compete con le offerte della grande distribuzione.Ma la contropartita c’è. «I Gas sostengono economia locale e piccoli produttori e questo vuol dire attenzione nei confronti del lavoro e del territorio», sprona Francesca Erba di GasTrinità, in zona Paolo Sarpi. «Partecipare significa entrare in rete col quartiere, nel caso nostro soprattutto con stranieri che altrimenti non avremmo modo di frequentare», fa eco Grazia Casagrande di Gas4, sede nelle case popolari di Molise-Calvairate. «Qui convivono l’anima ecologista, quella solidarista e quella del consumo consapevole e critico» dice ancora Michele Bernelli del Gasd’8, zona Montestella.

RISULTATI EVIDENTI - Chiari gli intenti, raggiunti gli obiettivi, emerge dal libro e dalla ricerca. Tra i partecipanti lombardi (per il 72% nuclei familiari con figli piccoli) cresce il consumo di cibi biologici (79,4%) e stagionali (68%) mentre diminuisce quello di carne (42%). E poi, a prescindere dall’alimentare: si consolida in casa e grazie ai Gas il rispetto delle pratiche di riciclo (32%) e il calo dei consumi di energia (29,3%) e di acqua (28%). Infine, non scollegato dal resto: aumenta via via tra i gasisti l’interesse per la politica, soprattutto la locale (36%) e anche il senso di efficacia nel vedere la società che cambia, almeno un po’ (23,9%).

DAI BENI AI SERVIZI: L’ENERGIA - L’economia solidale ha la forma di una rete e i confini si espandono via via. Dalle arance alle scarpe, dalle auto alle assicurazioni, con i Gas si compra di tutto. Anche l’energia. Altroconsumo ha appena lanciato abbassalabolletta.it , di cui scriviamo sul Corriere giovedì per «Uso e consumo». Ma alla bolletta etica e solidale ha pensato anche una rete di Gas capitanati dal milanese Gasd’8 e confluiti via via nell’associazione co-energia.org . «Il progetto è nato dalla volontà comune di incentivare lo sviluppo dell’energia pulita a un costo accettabile, cercavamo un fornitore di energia certificata da fonte verde e l’abbiamo trovato in Trenta: una spa (quindi soggetto profit) che però ha il pregio di produrre (e non comprare e rivendere); e di produrre solo rinnovabile (in gran parte idroelettrico dalle valli trentine, dunque un minimo di fotovoltaico)», spiega Bernelli. Lo sconto, per i Gas che hanno aderito, è il 12% sul costo variabile di maggior tutela. Ma c’è di più. «In bolletta viene stornata una quota cui concorriamo noi utenti insieme a Trenta: la destiniamo ad un fondo comune di Solidarietà e futuro che promuove iniziative didattiche su fonti di energia verde e progetti pilota per possibili nuovi eco-impianti». Un seme che con molta attesa e pazienza, piano piano, se coltivato e condiviso, cresce e matura migliorando una parte di società – e anche di noi stessi.

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